Un'agenda che regge anche in cinque
Giorno, settimana e mese, una colonna per professionista e l'avviso quando due appuntamenti finiscono sullo stesso orario.

Il martedì alle 15 non lo rivendi il mercoledì. Ecco perché i posti vuoti capitano anche a chi i promemoria li manda già, e come si riducono senza scrivere un messaggio a mano.
Hai spostato un altro cliente per fargli spazio. Hai preparato la stanza. Alle 15:10 guardi il telefono. Alle 15:20 hai capito.
Non ha chiamato. Non ha scritto. Domani ti dirà "scusa, mi è proprio passato di mente" (e sarà pure vero).
Una maglietta invenduta oggi la vendi domani. La tua ora no.
Alle 16 quell'ora è finita per sempre, e con lei il compenso della seduta. Non la recuperi lavorando di più il venerdì: il venerdì è già pieno.
E qui c'è la parte che di solito nessuno dice. Quasi nessuno manca per maleducazione. Manca perché tra lavoro, figli, notifiche e cento cose da fare, il tuo appuntamento è scivolato in fondo alla lista.
Non è colpa tua. E non è nemmeno colpa sua. È colpa di come gli ricordi che esisti.
Le medie di settore lasciano il tempo che trovano. Fai il conto con i tuoi numeri: bastano due cifre.
Calcolo dimostrativo: sedute perse × valore × 46 settimane × professionisti. Non è una promessa di recupero, è quello che oggi esce dalla cassa.
In uno studio con più professionisti il buco si moltiplica. E se qualcuno è pagato a ore fisse, la seduta saltata costa due volte: il paziente non paga, lo stipendio sì.
Perché i promemoria che girano oggi negli studi hanno due difetti, opposti tra loro.
Se li scrivi a mano, dipendono da te. Dalla tua memoria, dal tempo che hai la sera, da quanto sei stanco il giovedì. Nei giorni pieni saltano, cioè proprio quando un buco costa di più.
Se li manda un gestionale, spesso è un messaggio solo, il giorno prima, con un testo impostato una volta da qualcun altro. Sempre uguale. Il cliente lo vede arrivare e lo archivia senza leggerlo, come la notifica della banca.
E il giorno prima, se il cliente scopre di avere un impegno sovrapposto, ormai il posto non lo riempi più.
Il problema non è se mandi un promemoria. È che i tuoi promemoria non sono davvero nelle tue mani.
Crei l'appuntamento. Da quel momento ZeroDisdette manda al cliente una sequenza di messaggi, nei momenti che hai deciso una volta sola.
Momenti e numero di messaggi li cambi tu: a un cliente puntuale ne bastano due.
Esempio di sequenza: i testi li scrivi tu.
Colleghi il WhatsApp Business che usi già. Il cliente riceve il promemoria nella stessa chat in cui ha prenotato, e se deve spostare ti risponde lì. Per chi non usa WhatsApp c'è l'SMS, e scegli il canale messaggio per messaggio.
Apri il flusso, cambi la frase, salvi. Nome del cliente, giorno, ora, professionista e indirizzo si inseriscono da soli. Nessun tecnico da chiamare (e nessun ticket da aprire).
I flussi arrivano già scritti e pronti. Li personalizzi quando hai cinque minuti, non prima di cominciare.
Il Report ti mostra presenze, non presentati e disdette del periodo. Così sai a quale cliente serve un messaggio in più, invece di tirare a indovinare.
In uno studio con l'NHS inglese, Imperial College e il Behavioural Insights Team hanno confrontato diversi testi dello stesso promemoria SMS. Il messaggio scritto meglio ha ridotto gli appuntamenti mancati da 11,1% a 8,5%, senza costi in più. Stesso invio, parole diverse, risultato diverso.
E in un trial su 54.066 pazienti, chi ha ricevuto il promemoria 3 giorni prima e il giorno prima ha mancato meno appuntamenti di chi ne ha ricevuto uno solo.
Non è un CRM pieno di "lead" e "pipeline". È costruito per chi vende il proprio tempo: parla di sedute, presenze e incassi.
Giorno, settimana e mese, una colonna per professionista e l'avviso quando due appuntamenti finiscono sullo stesso orario.

Note, documenti, pagamenti e lo storico di annullamenti. Una disdetta è un imprevisto. La quarta è un'abitudine, e la vedi subito.

Il Report mette in fila l'incassato e chi deve saldare, con il sollecito già scritto. Niente più «scusi, l'altra volta...» detto sulla porta.

Tu guardi l'agenda dal telefono mentre la segreteria lavora dal PC: vedete la stessa cosa, nello stesso momento, ognuno col suo accesso.

Ti registri con email o Google e paghi il mese. Nessun contratto annuale.
Professionisti, sedi e il WhatsApp Business dello studio. I flussi di promemoria sono già pronti.
Da lì i promemoria partono da soli. Tu torni a fare il tuo lavoro.
Se una sola seduta da 50 € al mese torna in agenda, il piano Professionista PRO è già pagato. Tutte le altre sono soldi che prima uscivano dalla porta sul retro.
Per chi lavora da solo, in studio o online.
Crei l'account in 1 minuto, poi attivi il piano.
Per studi con più professionisti e una segreteria.
Crei l'account in 1 minuto, poi attivi il piano.
Per studi ad alto volume che mandano tanti promemoria.
Crei l'account in 1 minuto, poi attivi il piano.
1 messaggio WhatsApp = 1 credito; un SMS ne consuma di più. Con 4 promemoria WhatsApp ad appuntamento, 200 crediti coprono circa 50 appuntamenti al mese. Se finiscono, ricarichi solo quelli che ti servono. Prezzi IVA esclusa, calcolata al pagamento.
Di solito quel promemoria è uno solo, il giorno prima, con un testo impostato una volta e mai più toccato. ZeroDisdette lavora su più momenti (soprattutto 3 giorni prima, quando un posto si può ancora riempire), con parole che scegli e cambi tu dal telefono, e ti mostra chi si presenta e chi no.
Il numero lo decidi tu, cliente per cliente: a chi è sempre puntuale ne bastano due, a chi ha già saltato qualche appuntamento ne mandi di più. E ogni messaggio porta un'informazione utile (giorno, ora, indirizzo, come spostare), non un sollecito vuoto.
No, se colleghi il WhatsApp Business dello studio: il cliente riceve il promemoria nella chat che conosce e può rispondere lì. Gli SMS arrivano con il nome del tuo studio come mittente.
Il piano mensile, con i crediti inclusi. Un WhatsApp consuma 1 credito, un SMS di più. Prima di attivare un flusso l'app ti mostra quanto costa ad appuntamento, in crediti e in euro. Se i crediti finiscono, ricarichi solo quelli che ti servono.
Sì, dal telefono o dal computer, in pochi secondi. Per WhatsApp i nuovi testi vengono verificati da Meta prima dell'uso, di solito entro 24 ore: è una regola di WhatsApp uguale per tutti. Nel frattempo continuano a partire quelli già approvati.
Se sai mandare un WhatsApp, sì. Crei l'appuntamento come in un'agenda, il resto lo fa l'app. I flussi sono già pronti dal primo accesso.
No. Paghi mese per mese e disdici quando vuoi: l'abbonamento resta attivo fino alla fine del periodo pagato.

Scegli il piano, crea il primo appuntamento e lascia che i promemoria partano da soli.
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